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Legge 30 marzo 1971 n 118.   

Legge 30 marzo 1971 n. 118

Conversione in legge con modificazioni del DL 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili

stralcio




Art. 27. Barriere architettoniche e trasporti pubblici

1. Per facilitare la vita di relazione dei mutilati e invalidi civili gli edifìci pubblici o aperti al pubblico e le istituzioni scolastiche, prescolastiche o di interesse sociale di nuova edificazione dovranno essere costruiti in conformità alla circolare del Ministero dei lavori pubblici del 15 giugno
1968 riguardante la eliminazione delle barriere architettoniche anche apportando le possibili e conformi varianti agli edifici appaltati o già costruiti all'entrata in vigore della presente legge; i servizi di trasporti pubblici ed in particolare i tram e le metropolitane dovranno essere accessibili
agli invalidi non deambulanti; in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico può essere vietato l'accesso ai minorati; in tutti i luoghi dove si svolgono pubbliche manifestazioni o spettacoli, che saranno in futuro edificati, dovrà essere previsto e riservato uno spazio agli invalidi in carrozzella;
gli alloggi situati nei piani terreni dei caseggiati dell'edilizia economica e popolare dovranno essere assegnati per precedenza agli invalidi che hanno difficoltà di deambulazione, qualora ne facciano richiesta
.
2. Le norme di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo saranno emanate, con DPR su proposta dei Ministri competenti, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge.




Art. 28 Provvedimenti per la frequenza scolastica

1. Ai mutilati e invalidi civili che non siano autosufficienti e che frequentino la scuola dell'obbligo o i corsi di addestramento professionale finanziati dallo Stato vengono assicurati:

a) il trasporto gratuito dalla propria abitazione alla sede della scuola o del corso e viceversa, a carico dei patronati scolastici o dei consorzi dei patronati scolastici o degli enti gestori dei corsi;

b) l'accesso alla scuola mediante adatti accorgimenti per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche che ne impediscono la frequenza;

e) l'assistenza durante gli orari scolastici degli invalidi più gravi.

2. L'istruzione dell'obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, salvi i casi in cui i soggetti siano affetti da gravi deficienze intellettive o da menomazioni fìsiche di tale gravita da impedire o rendere molto difficoltoso l'apprendimento o l'inserimento nelle predette classi normali.

3. Sarà facilitata, inoltre, la frequenza degli invalidi e mutilati civili alle scuole medie superiori e universitarie.

4. Le stesse disposizioni valgono per le istituzioni prescolastiche e per i dopo scuola.


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